
12 aprile
Questo sole quieto rimbalza sui muri.
E c?è silenzio primaverile diffuso nella stanza: mi appoggio leggera alla federa del cuscino e aspetto.
Aspetto che le lancette raggiungano il limite estremo.
Mi alzo: scivola lontano da me il calore.
La stanza è vuota.
Non ci sei.
Sei solo un sottile profumo che presto svanirà.
Aspetto che questi lunghi giorni lo cancellino.
Apro gli armadi, guardo le poche cose rimaste, mi accuccio per terra e vorrei piangere, ma chiudo tutto e comincio a cantare.
Voglio svegliarmi dal sogno, voglio ricordarmi che è giorno.
Mi guardo allo specchio, mi accarezzo la testa .
Penso che passerà, cerco di convincermi che passerà, che sono solo un?abitudinaria gallina che segue il grano lasciato per terra fino al pollaio.
Aspetto che il grano venga sparso altrove.
Aspetto che ci siano altri papaveri alti alti da abbracciare.
Faccio colazione con poca convinzione e il cielo non mi sembra proprio un granchè.
Mi convinco che la mia vita non è cambiata: i giorni sono sempre gli stessi.
È la notte che è cambiata: una volta era solo per dormire, poi per sognare.
Ho dormito abbracciata a me stessa, senza sogni, senza spiragli tra le ciglia per controllare il tuo respiro, per guardare il tuo mento sopra la mia testa.
È una marea che sale e scende quella che ho negli occhi, alterno le risate, i balletti sciocchi, l?ofiura, i canti: tutto un gran carosello per dimenticarmi di te.

sto bene solo d’estate, al mare, con la pelle abbronzata, i capelli schiariti dal sole, gli occhi abbacinati e socchiusi verso l’orizzonte azzurro.
un giorno ci riuscirò a vivere di fronte al mare, in un faro, in una torre, in una grotta o in una catapecchia: che sia grecia o sardegna, ci riuscirò.

sono qui nel mio dolce limbo e il cielo ingiallisce come una vecchia foto.

non c’è niente di più bello che sentirsi dire un serio e sincero :”ti voglio bene” da un amico/a, ricevere un abbraccio o una carezza.
spesso si ha paura di farlo, ma io me ne frego, sono sbaciucchiosa e affettuosa, penso che il contatto fisico abbatta tante barriere d’incomprensione.

quando sei a dieta non c’è miglior cosa di far mangiare gli altri…questo vale per un sacco di altre cose: delegare, gente, delegare per salvarsi i nervi!!!

ciao,
questa magia in treno avrei voluto viverla con te, perchè sai tacere, sai filtrare tra le ciglia senza dire “che bello”. tu sei il mio fumetto senza parole, io ti disegno e ti porto con me, piccolo pezzo di carta, piccolo amore tascabile.
in treno in ritorno da venezia…Marghera magica…nessun ritocco.Lau

A VOLTE E’ BELLO CONSTATARE IL PROPRIO POTERE NELLE PICCOLE COSE QUOTIDIANE…

che dire…mi sembra la mia realtà quotidiana…io che brancolo alla ricerca di affetti e gli uomini che fuggono dagli stessi!

sono diventata patita della corsa:2 volte alla settimana, lungo il fiume, 6 km di verde e fiori e riflessi…
la bellezza di essere in maglietta e non sentir freddo, di avere il vento nei capelli, delle tappe da raggiungere.
fare ginnastica guardando l’acqua e i cigni e le paperelle!!!
e la doccia bollente poi…ragazzi ma che pelle setosa!che muscoli sulle braccia!che pancia piatta!!!insomma, ho scoperto l’acqua calda.
ma per una pigra come me ci sono voluti 28 anni per decidermi.
ecco la Restera, percorso lungo il fiume Sile a Treviso
Ps. l’unica nota fastidiosa sono i vecchietti super tecnici nelle loro tutine che ti sorpassano alla grande…

spesso l’uomo fa la donna e la donna fa l’uomo…poi vien fuori un gran gioco di ruoli ma tutti perdono miseramente. rimpiango il monopoli.
dialoghi nel fumetto:”se ti dico che ti amo mi tiri giù?”
“vuoi dire che dormiamo insieme stanotte?!”
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